Silvano Parodi

Irriverente - 23 FEBBRAIO 2022
Cinquant’anni di attività in mezzo alle polizze. Dapprima in via Felice del Canto come Toro Assicurazioni. Più recentemente, qualche decina di metri a nord, con i colori di Generali e la guida della figlia Stefania. Tutto e sempre a Pontedecimo.
È la storia professionale di Silvano Parodi, assicuratore da mezzo secolo in mezzo alla delegazione con ciclismo e motori nel cuore. “Tuttora, invidio a papà il piacere per il lavoro. Mai gli è pesato venire in ufficio o ripartire dopo un fine settimana di riposo. Probabilmente, questo resta il segreto più grande di tanta e fortunata longevità” racconta chi porta avanti quel locale centrato, soprattutto, sull’attenzione per auto, casa, infortuni e polizze vita. Un mestiere trasformato negli anni al pari della circostante società.
Tempi lontani quelli dell’avvio carriera, evocati a pagine 3 dell’attuale Qui, con il cantante Piero Parodi al fianco. Oggi, la burocrazia risulta asfissiante. Lo raccontano i protagonisti di via Gallino 39 rosso. Oltre a Stefania, i nomi sono quelli di Sergio, Francesca, Emanuela e Laura. Tutti affascinati dalla costanza del pioniere.
Ma oltre al lavoro, poi, a emergere, in modo non secondario, sono le passioni sportive dello stesso Silvano Parodi: un riferimento tecnico della Scuderia Valpolcevera, per la Mignanego – Giovi, una prolungata direzione di corsa nel Giro dell’Appennino tra le fila dell’Unione Sportiva Pontedecimo dove resta, tuttora, con una militanza di oltre 40 anni.
Da qui il riferimento del maestro Davide Sacco, l’assicuratore immortalato sulle due ruote a motore umano, sventolante una simbolica polizza, con la consueta somiglianza artistica rispetto al reale bersaglio. Ulteriore particolare, tutt’altro che marginale, il ruolo di nonno dei gemelli Giacomo e Giovanni. “Sono nati nel 2015. Fu avvisato che la figlia stava entrando in ospedale mentre preparava la serata di gala all’istituto alberghiero Marco Polo, che avrebbe visto la premiazione di Gilberto Simoni con l’Appennino d’Oro, e si precipitò al vicino Gaslini” ricordano gli amici del Pontedecimo. Da lì, un’altra ragione di vita. La più fresca.

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