Emilio Sogne, non solo questione di elettrodomestici
Personaggi - 26 FEBBRAIO 2021
Un uomo semplice, onesto, generoso e pacato, capace di trasmettere un’umanità smisurata. Assieme ai fratelli e ai collaboratori, Emilio Sogne presidiava il negozio di famiglia consigliando nelle scelte e risolvendo qualunque problema gli si ponesse. Era fatto così, gli piaceva essere di aiuto al prossimo perfino nel suo lavoro. Amava la sua terra e la gente che lo circondava. Si compiaceva di essere amico di persone semplici e singolari, figure talvolta eclettiche delle quali riconosceva le virtù. Considerava un privilegio poter scambiare quattro chiacchiere con chi lo avvicinava: si confrontava francamente, sapeva sostenere i ragionamenti, esprimere le opinioni con moderazione e, soprattutto, riflettere su quelle altrui. Ogni scusa era buona per passare da Sogne e scambiare qualche battuta con lui. Ricordo la sua espressione bonaria e sorniona quando, già da lontano, mi vedeva varcare la soglia del negozio. Preparava una battuta discreta, un saluto originale o uno sguardo eloquente capace di giungere dritto e preciso al bersaglio. Ci scappava sempre il caffè, giusto il tempo dei venti passi per raggiungere il bar e il piacere di sorseggiare un orzo e un deca in compagnia.
Si parlava di governo del creato, equilibri cosmici e umanità eterogenee; caratteri instabili, stili di vita incomprensibili, derive deprecabili della civiltà. Cambiavamo il mondo sul marciapiede esprimendo le ricette magiche e lasciando a ciascuno il carico di metabolizzarle. Tanto saremmo tornati alle nostre vite, il mondo non si sarebbe curato dei nostri miracoli.
E invece ci sarebbe voluto proprio un miracolo per trattenerlo fra noi, non come i nostri, però, quelli da marciapiede o da bar, che non si avverano mai. Quelli veri, che capitano senza che ci si accorga di nulla e fanno scorrere il sangue, pulsare il cuore, vibrare l’anima. Dove sono finiti i nostri programmi di governo del cosmo, le ricette magiche per migliorare il mondo, i propositi di ritrovarci più spesso? E dove è finita quella smisurata umanità che traspariva da ogni suo gesto, sguardo, atteggiamento? Ogni essere speciale inonda di umanità chi lo circonda. Quando se ne va, lascia un vuoto vertiginoso, abissale: squarcia l’anima, dilania il cuore. Ci pare che l’assenza fisica cancelli il lascito, le virtù dispensate, il calore dell’amicizia e della condivisione. Poi ritroviamo il ricordo, percepiamo il conforto del buon esempio, viviamo il calore della memoria. E il grande vuoto, l’abisso, si riempie fino a farci percepire il privilegio di aver conosciuto una persona speciale. Un bel regalo, per il tempo che è durato. Sergio Rossi
Si parlava di governo del creato, equilibri cosmici e umanità eterogenee; caratteri instabili, stili di vita incomprensibili, derive deprecabili della civiltà. Cambiavamo il mondo sul marciapiede esprimendo le ricette magiche e lasciando a ciascuno il carico di metabolizzarle. Tanto saremmo tornati alle nostre vite, il mondo non si sarebbe curato dei nostri miracoli.
E invece ci sarebbe voluto proprio un miracolo per trattenerlo fra noi, non come i nostri, però, quelli da marciapiede o da bar, che non si avverano mai. Quelli veri, che capitano senza che ci si accorga di nulla e fanno scorrere il sangue, pulsare il cuore, vibrare l’anima. Dove sono finiti i nostri programmi di governo del cosmo, le ricette magiche per migliorare il mondo, i propositi di ritrovarci più spesso? E dove è finita quella smisurata umanità che traspariva da ogni suo gesto, sguardo, atteggiamento? Ogni essere speciale inonda di umanità chi lo circonda. Quando se ne va, lascia un vuoto vertiginoso, abissale: squarcia l’anima, dilania il cuore. Ci pare che l’assenza fisica cancelli il lascito, le virtù dispensate, il calore dell’amicizia e della condivisione. Poi ritroviamo il ricordo, percepiamo il conforto del buon esempio, viviamo il calore della memoria. E il grande vuoto, l’abisso, si riempie fino a farci percepire il privilegio di aver conosciuto una persona speciale. Un bel regalo, per il tempo che è durato. Sergio Rossi
Ma l'agricoltura non è roba da social. L'improvvisazione è lontana dalla terra che, come la...
Leggi
Il riferimento va a Nando Balestrero da Mignanego, anche se l’e...
Leggi
Leggi
Sull'edizione cartacea la cuoca di Croce...
Leggi
Leggi
Altre notizie di questa categoria
Personaggi
L'insegnamento di Minceto e la gratitutine per l’ultimo romantico
Le immagini instagrammabili, oggi, in tema d'uva e dintorni, sono soltanto quelle della vendemmia.Ma l'agricoltura non è roba da social. L'improvvisazione è lontana dalla terra che, come la...
Leggi
Personaggi
Gli 80 anni del più ricco di Mignanego
Quell'etichetta campeggiava anche sulla torta di compleanno festeggiato in famiglia: “Auguri al più ricco di Mignanego”.Il riferimento va a Nando Balestrero da Mignanego, anche se l’e...
Leggi
Personaggi
In Cucina con Romina: pasta al forno con ragù bianco e piselli
Seconda ricetta anticipata sul numero 125 di Qui e Non Solo Dintorni tuttora in edicola. Nel video di quienonsolo.it, la preparazione a cura di Romina Bondanza. Ecco, i segreti della cuoca di Crocefie...Leggi
Personaggi
In Cucina con Romina: sformato di carciofi e patate
La prima delle tre ricette relative al numero 125 di Qui e Non Solo Dintorni, tuttora in edicola, fa riferimento allo sformato di carciofi e patate.Sull'edizione cartacea la cuoca di Croce...
Leggi
Personaggi
Il ricordo di Callisto Strata, l’Archimede di Casella
Figura icona di Casella e dintorni, Callisto Strata si è spento a 87 anni. Qui l’aveva incontrato nel 2010 tratteggiando un ritratto di umanità ed entusiasmo. Tre anni più tardi tornò sulle pagine del...Leggi