Pontedecimo: un pezzo di ringhiera per evitare un'altra tragedia
Attualita' - 6 FEBBRAIO 2026
Tra le grandi questioni irrisolte e sempre più gravi che allontanano il cittadino dalla cosa pubblica c'è l'esasperante lentezza della macchina istituzionale a prescindere dal livello di competenza.
Succede che, in uno spazio ridotto come la delegazione di Pontedecimo, risulti incomprensibile, almeno a chi non frequenta i corridoi dell’amministrazione locale, perché i lavori di fronte al Ricreatorio siano al palo da anni nonostante ripetute promesse.
Perché il cantiere del nuovo parcheggio davanti alla Fratellanza, presentato a più riprese, sia stoppato da settimane con le pietre in strada.
Perché le vie continuino a essere, pericolosamente, buie senza alcun provvedimento rapido e di buon senso.
Perché, superata la vomitevole parentesi del mancato acquisto dell’area di via Val d’Astico da un Comune di centro destra, i successori non accelerino una trattiva con il privato per l’acquisto di un’area vitale a eliminare auto in sosta e pericoli costanti.
È la burocrazia, si dice.
Certamente, le regole vanno rispettato e, possibilmente, il populismo respinto.
Al tempo stesso, però, non è più accettabile restare passivi e rassegnati davanti a lentezze che gridano allo scandalo.
In fondo, nasce tutto da lì: dalla credibilità della classe dirigente.
Se chi governa non riesce a dare risposte concrete in tempi ragionevoli, non sarà una sorpresa la desertificazione delle urne come sta avvenendo da diversi lustri.
Dunque, in una borgata ancora scossa da una tragico investimento mortale, chi ha ruoli di responsabilità cittadina e vanta la decorosa ambizione di un cambio di passo rispetto al passato, almeno, dovrebbe battere i pugni per i piccoli interventi, tanto sbandierati in campagna elettorale, sinonimo d’attenzione a chi vive in quelle zone.
Preso atto che, al di là di ragionamenti puramente ideologici, l’economia di migliaia di famiglie è ancora basata sulla gomma e il passaggio dei mezzi pesanti in mezzi ai paesi può essere contingentato in orari specifici, come successo a Campomorone, ma non certo abolito, allora, la battaglia salvavita dovrebbe riguardare dettagli tutt’altro che secondari.
Nel cuore della delegazione polceverasca, per esempio, ogni giorno, si rischia l’incidente per carreggiate ridotte all’osso e pedoni sfiorati dal passaggio di auto o camion.
Peggio, quando sugli esigui marciapiedi transitano passeggini e bambini a stretto contatto con gli specchietti di chi transita su quattro ruote a pochi centimetri dalla ripetizione di una tragedia (vedi foto).
Ecco, l’applicazione di una ringhiera sarebbe il primo gesto di civiltà e risposta vera a un’emergenza non più affrontabile soltanto a parole.
Succede che, in uno spazio ridotto come la delegazione di Pontedecimo, risulti incomprensibile, almeno a chi non frequenta i corridoi dell’amministrazione locale, perché i lavori di fronte al Ricreatorio siano al palo da anni nonostante ripetute promesse.
Perché il cantiere del nuovo parcheggio davanti alla Fratellanza, presentato a più riprese, sia stoppato da settimane con le pietre in strada.
Perché le vie continuino a essere, pericolosamente, buie senza alcun provvedimento rapido e di buon senso.
Perché, superata la vomitevole parentesi del mancato acquisto dell’area di via Val d’Astico da un Comune di centro destra, i successori non accelerino una trattiva con il privato per l’acquisto di un’area vitale a eliminare auto in sosta e pericoli costanti.
È la burocrazia, si dice.
Certamente, le regole vanno rispettato e, possibilmente, il populismo respinto.
Al tempo stesso, però, non è più accettabile restare passivi e rassegnati davanti a lentezze che gridano allo scandalo.
In fondo, nasce tutto da lì: dalla credibilità della classe dirigente.
Se chi governa non riesce a dare risposte concrete in tempi ragionevoli, non sarà una sorpresa la desertificazione delle urne come sta avvenendo da diversi lustri.
Dunque, in una borgata ancora scossa da una tragico investimento mortale, chi ha ruoli di responsabilità cittadina e vanta la decorosa ambizione di un cambio di passo rispetto al passato, almeno, dovrebbe battere i pugni per i piccoli interventi, tanto sbandierati in campagna elettorale, sinonimo d’attenzione a chi vive in quelle zone.
Preso atto che, al di là di ragionamenti puramente ideologici, l’economia di migliaia di famiglie è ancora basata sulla gomma e il passaggio dei mezzi pesanti in mezzi ai paesi può essere contingentato in orari specifici, come successo a Campomorone, ma non certo abolito, allora, la battaglia salvavita dovrebbe riguardare dettagli tutt’altro che secondari.
Nel cuore della delegazione polceverasca, per esempio, ogni giorno, si rischia l’incidente per carreggiate ridotte all’osso e pedoni sfiorati dal passaggio di auto o camion.
Peggio, quando sugli esigui marciapiedi transitano passeggini e bambini a stretto contatto con gli specchietti di chi transita su quattro ruote a pochi centimetri dalla ripetizione di una tragedia (vedi foto).
Ecco, l’applicazione di una ringhiera sarebbe il primo gesto di civiltà e risposta vera a un’emergenza non più affrontabile soltanto a parole.
Certamente, ...
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Un'anticipazione già em...
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