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Numero 36 di Qui e non solo dintorni - Pastorino
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PENSIERI FUMOSI
Mica poteva mancare, il sindaco di Busalla. Sono passati quasi due anni dalla copertina di Qui che titolava:
“Il pugno di ferro del Faraone. Era lui il protagonista, Mauro Valerio Pastorino. All’epoca appena rieletto
alla guida del paese più popoloso di Vallescrivia. E’ rimasta celebre quell’immagine, un po’ per tutti:
sostenitori e avversari. Ventiquattro mesi dopo il primo cittadino continua a far discutere e divide.
Ma a lui non importa, dritto per la sua strada. Guarda in avanti, il medico diventato sindaco dopo una
brillante carriera sanitaria. In quella veste applausi un po’ da tutti, pure da chi in politica la pensa
in modo opposto al suo. Gli stessi che addebitano il suo successo elettorale alla grande fiducia e
riconoscenza conquistata tra i busallesi proprio con il camice bianco.
E così l’astuta matita di Davide Sacco lo immortala evidenziando le grandi questioni aperte.
L’irriverente pone in evidenza la struttura del Frugone. La tiene sotto braccio, il sindaco.
Ma forse ha perso le speranze pure lui. Nelle settimane in cui dal consiglio regionale arriva
la notizia di un ordine del giorno presentato da Raffaella Della Bianca e approvato in modo unanime
perché la giunta Burlando doti la Vallescrivia di un’automedica in funzione ventiquattro ore su ventiquattro,
Pastorino scruta l’orizzonte. Anzi, ripete la contrarietà al progetto di residenza sanitaria per l’ex ospedale.
Ma il sindaco dagli occhi azzurri con immancabile gillet da cacciatore e amante della Thailandia è
persona ambiziosa. Lo sanno tutti, a Busalla. E così da sinistra a destra credono che entro tre anni debba tirare
fuori quell’asso che ancora oggi resta nascosto: un qualcosa per lasciare il segno. L’anonimato non
fa parte di Mauro Valerio Pastorino. Sulla Iplom? Tutto possibile. Ma per ora, pensando ai fumi della raffineria
è più semplice farsi una canna. Anzi un cannone, per dirla alla Sacco.
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