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Numero 38 di Qui e non solo dintorni - Giorgia Mannu
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Impossibile che non cogliesse l’attimo, Davide Sacco.
Per mettere a segno il primo colpo femminile della collezione Qui, la sua matita ha atteso
le settimane della partita spettacolo tra Stato contro Chiesa: quella in cui a Mignanego sindaci e
assessori in rosa hanno sfidato preti e suore. Giorgia Mannu, consigliere comunale di Genova, non c’era.
Per lei, ultimi giorni di vacanza in Sardegna. Tuttavia l’occasione creata da quel clima era troppo ghiotta
e così ecco il frutto dell’estro: vittima la democratica rampante di Bolzaneto. Avvocato civilista
trentanovenne, da sempre lotta contro coloro che antepongono l’aspetto estetico a quello sostanziale
per giudicare l’operato delle donne in politica. Giorgia Mannu ci aveva provato pure con Qui.
Erano le settimane precedenti al voto delle comunali 2007 e la battaglia incandescente.
Obiettivamente, il suo manifesto elettorale risultava tra i più apprezzabili del panorama cittadino.
Non mancammo di farlo notare sottolineando la graziosità espressa dalla fotografia. Non gradì, l’avvocato.
E su carta intestata del suo studio legale chiese delucidazioni intravedendo un possibile nocumento
alla sua figura. Tutto sfociò in un piacevole chiarimento. Ma ancora oggi, a ogni occorrenza, quelle
posizioni, Giorgia Mannu non manca di ribadirle. E così figurarsi se Davide Sacco poteva trascurare
l’atmosfera da patti Lateranensi di vallata. L’esponente Pd, in odore di assessorato in caso di conferma
a Tursi, viene immortalata con il velo quasi a nascondere le qualità esteriori. Da donna ambiziosa
rincorre il pallone politico. Lo fa con la croce in mano, segno di chi arriva dalla Margherita e
professa i valori vicini alla Chiesa. Gli stessi che l’hanno portata nell’associazionismo occupandosi
di disagio sociale al fianco di sodalizi quali San Vincenzo De Paoli e il Centro d’ascolto di Pontedecimo.
E’ questa Giorgia Mannu in stile irreverente: quello un po’ sfacciato e mai maleducato. E se poi alle
prossime comunali genovesi qualcuno le darà il voto, inteso come preferenza elettorale, anche per
premiare la sua femminilità, speriamo di evitare querele.
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