› Un Qui estivo

articolo di redazione, postato il 2 luglio 2010
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Non solo mutande. Il Qui d'estate lascia tante storie curiose e personaggi non banali. E' il caso soprattutto del grande immobiliarista Mario Giacomazzi. Ma anche di gente comune, infatti da Pinceto e Savignone arrivano altre storie clamorose. La Valpolcevera non sta a guardare: ecco lì un associazionismo vero e genuino. Ampio spazio alle pagine dedicate allo sport, motori e calcio. E poi l'attualità con problemi che mai passano di moda come l'ospedale di Busalla. Non può mancare, ovviamente, la caricatura e questa volta a farne le spese è il sindaco di Serra Riccò. Un Qui frizzante, insomma. Giornale scanzonato, ma capace di cogliere le tragedie che toccano Valpolcevera e Vallescrivia anche senza far cronaca. Il riferimento va alle due giovani vite spezzate nei giorni coincidenti con l'uscita della pubblicazione, una giovanissima a Serra Riccò e un ventenne a Langasco.

› L'editoriale

articolo di Gilberto Volpara, postato il 2 luglio 2010
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Benpensanti e bacchettoni storceranno il naso e prenderanno le distanze. Pazienza. Noi, invece, apprezziamo e reagiamo con un sorriso. In fondo, la capacità di sapersi prendere ancora un po' alla leggera rimane qualità politicamente non diffusa. Bravi, almeno per il coraggio. E' questo che diciamo ai sindaci spogliarellisti. Gente consapevole come l'amministrare sia altra roba, ancora più convinti che l'esibizione dello slip non risolve la crisi economica. Ma, talvolta c'è bisogno anche di questi gesti. La monotonia è brutta cosa. Non finisce lì. Straordinari imprenditori, eremiti e faticatori della terra rappresentano il resto di un'edizione particolare: un numero che racconta grandi personaggi di valle, quelli alla Qui. E poi i temi dell'attualità, dell'associazionismo e dello sport. E che estate sia. Le ultime righe, sperando che servano a qualcosa, stavolta si rivolgono ai ragazzi. Tra Vallescrivia e Valpolcevera, molti sono ancora sotto choc dopo il mortale incidente di Giorgia B. Aveva 17 anni, abitava a Serra Riccò e studiava a Borgo Fornari. Per la famiglia e gli amici sarà un'estate terribile. Facciamo in modo che quella tragedia abbia lasciato almeno un insegnamento. Mettiamoci il casco. Firmato, un ventisettenne.

› Giacomazzi: "Relax a Montoggio"

articolo di redazione, postato il 2 luglio 2010
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Mi faccia capire che ha capito come sono”. Finisce così l'intervista con il re degli immobiliaristi. Ci vuole tempo per conquistare la sua fiducia, la scorza del genovese l'ha pure lui. Lo devi inseguire a spasso per l'Italia. Ma poi a emergere è la disponibilità dell'uomo. In fondo, Mario Giacomazzi, potrebbe anche farne a meno di parlare del suo privato valligiano. E invece no, cortesia e schiettezza per raccontare quella parte più nascosta dell'imprenditore di successo: “A Montoggio mi sono affezionato da quando ho conosciuto mia moglie Cristina. Ci siamo sposati nel 1985 e qui siamo soliti trascorrere almeno due mesi estivi con i nostri quattro figli. In questo periodo faccio il pendolare partendo ogni mattina dalla Vallescrivia”. Lo definisce una sorta di buon ritiro, quello che si è costruito in vallata. A Montoggio, la chiamano villa dei sogni. “E' stato un investimento. La famiglia di mia moglie era legata a questo borgo, a me è piaciuto da subito nonostante la diffidenza tipica del posto”. Quel sentimento che Mario Giacomazzi ha saputo sconfiggere.

› Bolzaneto, telenovela parcheggi

articolo di redazione, postato il 2 luglio 2010
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Liti, prove d'accordo e minacce di ricorsi. Sono le parole che si affacciano sulla distesa del Giro del Vento, a Bolzaneto. Un piazzale che aspetta di conoscere il suo futuro. E lo fa in modo immobile. Sperando che qualcosa accada. La sostanza è quella di uno spazio, l'area ex Compiano, al centro di una controversia tra varie realtà della delegazione bolzanetese: commercianti e comitati, i protagonisti. Vicenda che parte da lontano con una richiesta forte della categoria economica: più parcheggi. Tutto questo in una realtà già in ginocchio per innumerevoli motivi, privata negli anni di numerosi posti auto per lasciare spazio alla pedonalizzazione. Pareva proprio che quell'area potesse mettere tutto a posto. E invece no. Il consiglio comunale ha fermato l'avanzamento dei lavori. Perplessità sulla promessa fatta da Tursi decenni prima e ribadita più volte nel corso degli anni agli stessi negozianti. Il motivo: un comitato di cittadini chiede che lì si costruiscano alcuni campetti polifunzionali per l'attività sportiva.

 

› Donne e motori, che estate

articolo di redazione, postato il 2 luglio 2010
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Alcuni sindaci si sono messi in mutande per rendere ancora più evidente la gravità dei tagli economici subiti dai loro enti. Complimenti per l'idea. Risultato estetico non malvagio. Ma in fondo, quello, non contava. Il particolare in questione invece è sempre stato centrato dalle miss che si sono alternate a coronamento dei primi eventi estivi in Valpolcevera e Vallescrivia: Rally della Lanterna Primocanale Sport e Fiera di Campomomorone. Nel primo caso, sorrisi e simpatia al fianco di grandi piloti. Nel secondo, portamento e classe per la sfilata di Paola Rivera e della Boutique. In particolare, l'edizione 2010 del Rally ha raggiunto un livello tecnico senza precedenti. Record storico anche per le vallate con il passaggio di nomi straordinari. Ma il Lanterna non ha trascurato neppure le curve.

› La caricatura

articolo di redazione, postato il 2 luglio 2010
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Già, lo sapevamo. A rivelarlo, numerosi ristoratori di valle che di quel sindaco hanno apprezzato le grandi qualità da enologo. Ma poi ci ha pensato direttamente lui, era il numero di fine anno: lì, Andrea Torre ammetteva chiaramente la sensibilità per il buon vino. Quello di qualità, ovvio. E figurarsi se Davide Sacco perdeva l'occasione. E' nato così un irriverente ritratto del primo cittadino di Serra Riccò davanti a una grande damigiana. Viso colorito, in linea con l'amata passione. In mano, neanche a dirlo, bottiglia e calice da sommelier. Al collo, l'ulteriore riserva alcolica in fascia tricolore. E qui la provocazione: al di là dei nomi alla moda, il sindaco si accontenta di un fiasco dall'etichetta emblematica: Bocciun du Nostru. Lo spirito è sempre quello, goliardia e leggerezza. Nel caso specifico, indirizzata verso un amministratore tra quelli più stimati delle due vallate. I colleghi gli riconoscono una grande capacità di mediazione, quella giudicata talvolta eccessiva dai giornalisti. Uomo di scuola post democristiana, Andrea Torre, risulta oggi preoccupato per un ritorno al Pci del suo Partito Democratico. E per questo sul colore Andrea di quel Bocciun non si discute: bianco. I rossi non li gradisce.