› Qui primavera: ecco il nuovo numero

articolo di redazione, postato il 12 maggio 2009
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Le storie. Ecco, quello che piace raccontare a Qui. Fatti e vicende di chi queste due vallate le vive quotidianamente. Ed è quello che facciamo: nella politica, nell'attualità, nello sport. Scoprirete così un Qui di primavera con una miss Pontedecimo che diventa la moglie di una colonna del Genoa di Gasperini, ma anche un cuoco di Certosa che fa innamorare Naomi Campbell. Il Qui di maggio porta in dote le storie di Marina Garaventa, donna coraggio che dopo cinque anni di immobilismo in letto ora decide di candidarsi alle prossime comunali di Savignone. Ma c'è anche la parentesi dei ministri di Dio: sul numero passato avevamo tracciato i profili di don Cicci e don Moroncelli, adesso è il turno di un ex sacerdote. Lui si chiama Massimiliano Valpreda, per un anno parroco di Rimessa. Ha cambiato vita e per la prima volta si confessa a Qui. Ma le storie sono anche quelle di ragazzi che si sono sobbarcati migliaia di chilometri per comprare una vettura oppure quelle di chi ha lasciato tutto ed è andato in Abruzzo ad aiutare persone rimaste senza ogni cosa. Compresa la speranza. Tutto questo è Qui che parte dalla politica valligiana per raccontare la vita di vallata. Quella vera, quella di gente che per strada può anche sbagliare ma gli errori li commette per passione. Buona lettura.

› L'editoriale

articolo di Gilberto Volpara, postato il 12 maggio 2009
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Provocazione, ovvio. Ma nel solito modo, quello di Qui. Scanzonato. E' così che sfruttando la bella immagine di Pamela Chiccoli, futura moglie del giocatore genoano Mimmo Criscito, abbiamo voluto scherzare sulla politica. Sono giorni di adrenalina vera in molti comuni di Valpolcevera e Vallescrivia. Il numero di primavera arriva a cavallo tra aprile e maggio, con qualche giorno di apposito ritardo per avvicinare ancora di più il test elettorale del 6 e 7 giugno. Tuttavia il dato fotografato in modo scherzoso non lo è poi troppo. Certo, le donne nelle varie liste ci sono. Le vedi come del resto noti anche molti giovani. Ma il ruolo di protagoniste, ancora, faticano a ritagliarselo. Statistica, certo, nulla più. Sindaco donna, da solo, non può essere garanzia di buon governo. Per carità. Ma il dato resta. Come rimane un Qui infarcito di notizie elettorali che magari non saranno estremamente complete considerando che le liste non sono ancora definite. Per questo chiediamo scusa per eventuali carenze, ma vi invitiamo anche a comprendere il nostro lavoro svolto con la massima attenzione possibile fino al momento di andare in stampa. Il resto, sono grandi storie di associazioni e persone. Cuochi, ex parroci e tanto sport. Buon voto, appuntamento con vincitori e vinti a fine giugno.

› Nove Comuni al voto

articolo di redazione, postato il 12 maggio 2009
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Sono nove i comuni che vanno al voto, tra Vallescrivia e Valpolcevera. Si rinnovano i consigli comunali, si eleggono nuovi sindaci. Soltanto in due casi, a Isola del Cantone e Savignone, i due primi cittadini in carica non si ripresentano al giudizio degli elettori. Nel primo caso, Giulio Assale, lo fa perché dopo 10 anni da protagonista non può più candidarsi a sindaco come indicato dalla legge. Nel secondo, Ettore Navone, racconta a Qui di essere stanco soprattutto dei suoi compagni di viaggio. Ma tutte restano sfide gustose, dalla prima all'ultima. Ognuna può connotarsi per sorprese impensabili alla vigilia. Tuttavie le battaglie più incerte paiono essere quelle di Busalla e Serra Riccò. Qui dedica a queste due partite un approfondimento particolare con l'intervista a tutti i candidati che si presentano ai nastri di partenza. Saranno poi i risultati che arriveranno da quelle urne a decidere anche il futuro della nuova Comunità Montana da giugno in poi. Il presidente Parodi sulle pagine del numero di primavera afferma: “Quello che conta non è il colore politico dell'ente, ma i quattrini che si portano in vallata”.

› Massimiliano, l'ex don si racconta

articolo di redazione, postato il 12 maggio 2009
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Ha 38 anni, Massimiliano. Oggi gestisce una piccola struttura per anziani autosufficienti. Lo trovi in corso Magenta, nel centro di Genova. Ha un tono di voce rilassante, Massi. Con quel diminutivo lo chiamavano un po' tutti, a Rimessa. Là, tra Pontedecimo e Mignanego, guidò la parrocchia per circa un anno. Poi il cambio di vita. E non più Don Massi. Lui, l'avvio della sua storia, te la spiega così: “Entrai in seminario a 11 anni, da sempre ho frequentato il mondo dell'azione cattolica. Per oltre due decenni consecutivi non ho mancato un campeggio estivo. Quella era la mia vita, per me era naturale nonostante mamma e papà avessero qualche perplessità”. Nelle sue giornate, tutto ruotava intorno alla chiesa della Santissima Annunziata del Chiappeto. Poi arrivarono il seminario al Righi, il ginnasio e il liceo classico. Il percorso termina il 29 aprile del 1995: Massimiliano, a 24 anni, diventa sacerdote con dispensa. Fu necessaria perché troppo giovane rispetto alla media. Qui inizia il suo cammino. Dionigi Tettamanzi, cardinale dell'epoca, lo destina alla chiesa di Santa Maria Assunta di Palmaro: una parrocchia di 13 mila abitanti. Nel 2000, anno del Giubileo, l'arrivo alla Rimessa: “Lì si fecero più pressanti le domande che già mi ero iniziato a fare nel periodo di Prà, soprattutto riguardo l'aspetto affettivo della mia vita. Mancava qualcosa, il percorso era stato monodirezionale e privo di criticità”. Massimiliano dapprima resta al suo posto e porta avanti le attività già avviate. Poi la decisione di lasciare. Tutto coincide con la scomparsa di mamma Franca: “E' stata dura sia per me che per mio padre. Io sono figlio unico e anche lui, ormai, aveva imparato a dedicare gran parte della sua vita alla parrocchia attraverso vari impieghi”. Ancora oggi, tuttavia, il suo ricordo nelle frazioni di Valpolcevera resta largamente positivo. Lo definiscono come il parroco dello sport, i ragazzi. Lui sorride e dice: “L'affetto è reciproco”. Nel ripensare a quel periodo ricorda Don Ugo di Cesino, ma anche i parroci di Mignanego, Fumeri, Barriera e la realtà del Ricreatorio di Pontedecimo. Guarda al futuro, Massimiliano Valpreda. Non è più parroco, ma tuttavia il rapporto con la fede resta stretto. “Prego molto, specie a inizio e fine giornata. Mi piace ritagliarmi spazi di silenzio e riflessione” afferma lui. Ruolo fondamentale nella sua nuova vita, quello di Padre Luca: “Si tratta di un frate di Celle Ligure con cui ho parlato moltissimo, mi sono aperto. Questo dialogo continua tuttora”. Ti fa capire di non voler mettere in prima pagina la sua vita privata. Tuttavia non ha problemi quando dichiara: “Oggi nella mia vita c'è una compagna. Un ex sacerdote, per pensare al matrimonio che io desidero fortemente, deve chiedere la dispensa dal celibato. Servono molti anni, il mio iter si sta concludendo in questi giorni. C'è voluta grande pazienza da parte mia e di chi sta con me che ha accettato questo percorso”. E' sereno, Massi. Quella serenità di chi ha compiuto una lunga strada. La domanda è scontata: nel futuro c'è anche un Massimiliano papà? “Sarebbe davvero un bellissimo dono”.

› Carletto riparte da Montoggio

articolo di redazione, postato il 12 maggio 2009
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Riprovaci Carletto. La prima bomba dell'estate calcistica valligiana arriva da Montoggio. Qui la bandiera torna a sventolare. Carlo Mellino veste nuovamente la maglia di quella società che l'ha visto protagonista per decenni da giocatore prima e da allenatore dopo. Lo fa qualche stagione dopo l'addio immediatamente successivo alla conquista del secondo posto con quella stessa società. Traguardo straordinario ma che forse qualcuno fece troppo presto a dimenticare. Persona pacata, tecnico preparato, Carletto si è lasciato convincere dal cuore. Reduce da una brillante annata con la juniores regionale del Ligorna, torna nella sua panca. Lo fa per un campionato che il Montoggio preannuncia non di vertice, ma ricco di soddisfazioni. C'è da aspettarsi che Mellino con quel fare tanto garbato quanto biccio si cingerà di fedelissimi, anche se alcuni iniziano ad essere vicino ai quaranta. Ma tuttavia, come sempre, da quelli e non solo, saprà tirare fuori l'anima. E se poi lo lasceranno anche lavorare, qualche sorpresa non sarà impossibile. Bentornato Carletto, a Montoggio catenaccio e champagne.

› Hollywood sbarca a Langasco

articolo di redazione, postato il 12 maggio 2009
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Roba da “Ritorno al Futuro”. Pensi subito alla mitica trilogia di Robert Zemeckis. Succede quando vedi passare una DeLorean DMC-12. Forse, il nome non ti porta lontano. Tutto diventa più chiaro quando dici macchina del tempo, quella costruita dal professor Emmett Brown, più conosciuto come Doc nella saga che ha lanciato Michael J.Fox. In Italia, oggi, soltanto venti DeLorean: una è arrivata in alta Valpolcevera. Il proprietario si chiama Alessandro. E' un cultore di film e telefilm degli anni '80. Dice di aver realizzato il suo sogno: “Quando sei giro sulla macchina nella quale sedeva Marty McFly hai addosso gli occhi di tutti. Gli amanti del film, appena la vedono, iniziano a fare domande e qualcuno si commuove”. Il culto della serie cinematografica passa proprio attraverso questo strambo oggetto del desiderio. Nacque nel 1981 dalla mente del geniale John DeLorean. “Molti credono che sia stata creata per il film, invece non è così. Era il mio sogno fin da bambino, l’anno scorso sono andato a prenderla in Germania. Quando mi sono seduto all'interno per la prima volta quasi non ci credevo, l’ho sempre vista come qualcosa di irraggiungibile”. La cultura degli anni ’80 si sta diffondendo, i raduni fioccano, la nostalgia degli ex ragazzini aumenta. E oggi c’è addirittura chi si presenta all’altare aprendo le mitiche porte ad ala di gabbiano. “Ho già avuto numerose richieste per noleggiarla ai matrimoni”. E, quando la DeLorean toccherà le ottantotto miglia, viva le spose.