› Qui 2009: ecco il nuovo numero
articolo di redazione, postato il 12 marzo 2009

La tensione, che fa rima con preoccupazione, non è mai stata così alta. Qui e Non Solo Dintorni, realtà di vallata, la respira in tutte le delegazioni di Polcevera e nel resto dei comuni. E’ per questo che, tra un dibattito pubblico e l’altro, era inevitabile tornare a parlare del progetto gronda: il nodo autostradale che risolverà tutti i problemi del traffico genovese, si dice. Un’idea che per il momento crea molte ansie a chi rischia di trovarsi casa asfaltata. Nei cinque tracciati c’è sempre una certezza: comunque vada in Valpolcevera passeranno viadotti e nascerà nuovo cemento. Abbiamo allora provato a fare un po’ di chiarezza. Al nostro modo, sentendo la gente e gli amministratori. Ma non è solo questo, il primo numero del 2009 di Qui. Anche molta Vallescrivia con una battaglia per il rinnovo di tanti consigli comunali: sfide tutt’altro che banali. Gustosa intervista doppia per Casella e a Busalla i toni non sono più bassi. Poi ci sono sacerdoti di strada o di monastero che in modo opposto ti fanno pensare. Storie di vallata come quella di un pollo che diventerà prezioso quanto un’aragosta. Ma come dimenticare il sociale e le tante pubbliche assistenza che del volontariato hanno fatto una ragione di vita? Non si può. Poi ovvio, senza un po’ di femminilità non sarebbe Qui. Per scoprirla basta aprire la prima pagina.
› L'editoriale
articolo di Gilberto Volpara, postato il 12 marzo 2009
Il titolo di copertina stavolta lo ha fatto un’anziana signora uscita furibonda dal primo dibattito pubblico sulla gronda tenutosi in Valpolcevera. Provocazione, ovvio. Tuttavia, sembra di essere tornati indietro di oltre un anno a quella copertina di Qui intitolata “Ponte di Natale”. Era il dicembre 2007, pareva si partisse con il progetto autostradale nel giro di qualche ora. Non fu cosi all’epoca, non lo fu nemmeno anni prima. Ma ora pare proprio che sia diverso. Almeno a parole. Le stesse che garantiscono sostegno alla gente di Polcevera che rischia lo sfratto. E’ l’unica speranza, questa. Il cemento e il progresso non si possono fermare, dicono. Nonostante qualcuno gridi all’ipotesi zero, ossia non fare nulla. Impensabile, adesso. Ma che davvero parta qualcosa dopo i tanti discorsi resta tutto da vedere. A pesare è molta apprensione e tanta incertezza, da parte di tutti. Meglio consolarsi allora con le storie che questo territorio sa ancora regalare. Scopri pretacci grandiosi, gente che si batte per una passioe, sindaci che per la poltrona dei nostri paesini si sfidano anche con colpi bassi. Per il momento ci godiamo questo e speriamo di non essere troppo miopi. Speriamo almeno che quando butteranno giù il Morandi tirino un fischio. Mi vedo ottuagenario alla bocciofila. Speriamo che qualcuno parli forti perché sentirò poco. Appuntamento con il ponte ancora in piedi al prossimo numero, fine aprile. Buona lettura.
› Tutti a guardare Torre e Pastorino
articolo di redazione, postato il 12 marzo 2009
Le amministrazioni comunali di vallata che vanno al voto, tra Valpolcevera e Vallescrivia, sono nove: Busalla, Campomorone, Casella, Crocefieschi Isola del Cantone, Mignanego, Sant’Olcese, Savignone, Serra Riccò. Nulla per scontato da nessuna parte. Tuttavia molte partite paiono già chiuse prima ancora di iniziare. Ed è così che, fatto salvo per Casella con la sfida Baffetti-Bondanza ampiamente documentata su questo numero di Qui, sono soprattutto due comuni a far parlare: Busalla e Serra Riccò. Nel primo caso c’è curiosità nel capire se il sindaco, medico del paese, dopo cinque anni riuscirà a ripetere il clamoroso risultato che lo portò all’elezione in solitaria nel 2004. Lui, che coniò il motto dell’almeno provarci, oggi dice: “Fino a giugno io non sono candidato, sono il sindaco. Poi si vedrà”. Inevitabile che voglia provare il secondo giro, però. E di fronte troverà Bagnasco per il Pd e Summa per il Pdl. La campagna elettorale si giocherà ancora sulla Iplom, ma anche su biomasse e viabilità. Il pronostico dice Pastorino (nella foto) nonostante tutto. Nonostante un Pd che dovrebbe mettere in campo almeno l’orgoglio. Discorso diverso, invece, a Serra. Qui Andrea Torre, espressione civica sostenuta dal Pd, gode di buona stima. Tuttavia resta da capire quale forza potranno avere le tre liste che nel 2004 erano separate e ora desiderare di provare l’accordo. Forse, se ce la fanno, se tengono a bada i protagonismi, se si accorgono che l’unica speranza per prendersi il Comune è quella. Difficile, tuttavia.
› Don così diversi e così uguali
articolo di redazione, postato il 12 marzo 2009
Sembrano appartenere a due religioni diverse, sulle prime. In realtà scopri che non è così. “Perché, in fondo, Gesù Cristo opera in tutti noi” ti dice uno dei due. Loro sono don Giovanni Battista Pastorino e don Moroncelli (nella foto). Il primo è il sacerdote della Valbrevenna, il secondo del monastero di San Cipriano. Giovanni Battista è uno trasgressivo, Moroncelli uno tradizionale. Il parroco di Vallescrivia ti dice: “Quando parlo dico molte parolacce così parlo a tutti. Mi stanno a sentire sia quelli che bestemmiano perché pensano che sia dei loro, ma ascoltano anche quelli che in chiesa vengono abitualmente perché scandalizzati vogliono sentire fino a che punto arrivo”. Il parroco di Valpolcevera viene da Roma e fa: “Consento soltanto ai familiari di chiamarmi per nome, io per tutti sono don Moroncelli. Sono tradizionale, celebro per gran parte in latino e segue l’insegnamento del cardinal Siri. Le cerimonia con chitarre o nacchere non fanno parte della mia tradizione, io esalta la divina liturgia anche attraverso l’apporto dell’organo”. Riescono a darti comunque una lezione, entrambi. Con loro inizia un viaggio di Qui attraverso i preti di vallata. Su questo numero abbiamo voluto mettere a confronto due figure che sembrano opposte, ma in realtà il messaggio che lasciano non è poi così differente.
› Cassano e Milito a Pontedecimo
articolo di redazione, postato il 12 marzo 2009La data ancora non c’è. L’attesa, quella, risulta già palpitante. Tanto sullo sponda rossoblu quanto su quella blucerchiata delle rispettive vallate: Antonio Cassano e Diego Milito, insieme, a Pontedecimo. Succederà, probabilmente, la settimana di Pasqua. Il progetto è della Provincia di Genova, della pasticceria Poldo e soprattutto dell’associazione che combatte contro la sclerosi amiotrofica laterale: la malattia che ha sconfitto Gianluca Signorini. “L’idea è quella di portare i due campioni sulla piazza della delegazione polceverasca. Qui, scopriranno due statue di cioccolata realizzate da Francesco Poldo che saranno proprio le copie dei due giocatori. Successivamente si provvederà a romperle e chiunque vorrà assaggiare un pezzetto di cioccolata verserà un piccolo contributo in favore dell’associazione” spiega Angelo Giulio Torti, assessore allo sport e al sociale della Provincia di Genova. C’è già l’assenso delle due società sportive. Ora bisogna soltanto incrociare le dita e sperare che gli impegni sportivi consentano ad entrambi i talenti di partecipare a un evento capace di conciliare nel miglior modo aspetto sportivo e lato sociale.
› Le curve dell'Appennino a San Giovanni
articolo di redazione, postato il 12 marzo 2009
Non può essere un vero Qui senza forme. Non può essere un vero Appennino senza curve. E’ così che, per presentare il giro del 2009, abbiamo scelto una foto diversa. Già perché una certezza resta: sul palco, le miss, non mancheranno. A parte questo, la novità d’annata resta lo spostamento della corsa a San Giovanni: 24 giugno. “Avevamo l’esigenza di toglierci dal mese di agosto, questa è una valida soluzione anche perché arriva nella settimana tricolore e consente a molti corridori di disputare al mercoledì il nostro Appennino in preparazione della gara dei professionisti fissata per domenica” dice Ivano Carrozzino, presidente dell’Unione Sportiva Pontedecimo. Intanto sul Passo della Bocchetta nascerà presto un piccolo monumento che sarà aggiornato ogni anno con i nomi di tutti gli storici vincitori della corsa granata. E sul ritorno all’antico con l’arrivo in piazza Arimondi il presidente dice: “Per il momento dobbiamo ancora aspettare, teniamoci la volata davanti al mercato dei fiori. Poi si vedrà”.