› L'editoriale

articolo di Gilberto Volpara, postato il 4 novembre 2008
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Non ci resta che ridere. Perché se ti incazzi è peggio, diceva quel tale. Vallo a spiegare però alla gente di Polcevera che s’infila in letto annusando il profumo di una pianta magari rara e rischia poi di risvegliarsi il mattino dopo con un viadotto davanti a casa. Mai siamo stati di quelli del no a priori e neppure del sì ma a casa degli altri. Non è questione di allarmismi. L’opera va fatta e possibilmente con modalità diverse dal Terzo Valico. Tuttavia, stavolta la preoccupazione di chi vive una terra già troppe volte vessata è davvero grande. Il riferimento, ovvio, va al progetto legato al tracciato della gronda di Genova a cui abbiamo voluto dedicare la copertina. La poca informazione sui percorsi possibili non è un bel segnale. Le promesse delle prossime settimane parlano dell’esatto contrario: dialogo e coinvolgimento. Ma se, davvero, dovrà essere alta Valpolcevera i discorsi da fare pare siano davvero pochi. La storia di questa vallata parla chiaro, nuovo cemento a Manesseno non serve. Meglio prendere tempo e consolarsi con le altre belle note di Qui. Dai simpatici derby tra sindaci, alle storie personali fino alla moda e all’associazionismo. E’ il numero 21, quello della maggiore età a tutti gli effetti. E’ il Qui gente di Scrivia e Polcevera. Appuntamento a metà dicembre.

› Comunità o qualcos'altro?

articolo di redazione, postato il 4 novembre 2008
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C’è una certezza, il sipario è calato sulla Comunità Montana Alta Vallescrivia. Il suo presidente ha voluto solennizzare il momento con una sorta di festa , tra Casella e Savignone. Poca partecipazione e toni del come siamo stati bravi in questi anni. A parte ciò, adesso, bisogna scrivere il futuro. Polcevera e Scrivia assieme. E questo lo si sa da tempo. Ma soprattutto ora, tra ambiti e subambiti, resta da definire quale sarà il reale assetto del nuovo ente. E per gli amministratori, ma soprattutto per il nuovo presidente, resta da trovare un accordo con il comune di Ceranesi. Il sindaco, Omar Calorio, è tutt’altro che concorde al nuovo progetto. L’ente che si sta costruendo rischia quindi di nascere senza la Madonnna della Guardia. Tra un corridoio e l’altra, tra un ceto e una speranza c’è la convinzione che alla fine Ceranesi non mancherà. Ma Calorio dopo aver risposto a muso duro alla proposta di fusione arrivata da Campomorone sembra pensarlo proprio all’opposto.

› La Pinotti e le primarie...

articolo di redazione, postato il 4 novembre 2008
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Si adombra se gli dici che il Partito Democratico va sempre più giù e lei sempre più su. “Le vittorie o le sconfitte sono di tutti” risponde lei. Ma la sensazione è proprio quella. Mai come adesso, le quotazioni di Roberta Pinotti sono in ascesa. Figura ormai nota al pubblico nazionale, presenza fissa delle trasmissioni politiche. “Cerco di andare in televisione essendo sempre preparata e documentandomi. Considero la tv un mezzo fondamentale per la politica d’oggi, anche questo fa parte del mio lavoro” dice l’ex presidente della commissione difesa. Nata a Sampierdarena e cresciuta tra la stessa delegazione e Rivarolo afferma di mantenere uno stretto rapporto con quella Valpolcevera che nel 2001, attraverso il collegio 7, la portò in Parlamento: “Compatibilmente con gli impegni politici cerco sempre di non mancare all’Expò di inizio settembre, un’occasione per degustare prodotti tipici e acquistare ottime cose”. Un lungo cammino attraverso le sezioni. Un percorso segnato da nomi che sono diventati poi colleghi, Marta Vincenzi e Mino Ronzitti soprattutto: “Ho cercato di imparare molto da entrambi”. Ma prima dell’entrata nel Pci, l’esperienza scout. Cita soprattutto tra sacerdoti di Polcevera, Roberta Pinotti: “Don Claudio Ghiglione, don Paolo Micheli e don Prospero. Conservo bellissimi ricordi di tutti”. Ripercorre in un flash decenni di vita personale e politica, il ministro della difesa del governo ombra. “Dico che mantengo un rapporto stretto con questa terra perché, in occasione delle ricorrenze storiche, cerco sempre di essere presente durante le commemorazioni di Cravasco. Qui, peraltro, ho vissuto una delle giornate più belle di sempre alla presenza di Don Andrea Gallo”. Ceranesi e Campomorone sono rimasti i territori a cui, Roberta Pinotti, sostiene di essere maggiormente affezionata: “D’altra parte quel territorio ha rappresentato un’area importante del mio collegio. Tra i politici d’oggi spende parole di stima per Sergio Repetto, Franco Parodi, Giorgio Agnolotto e Giancarlo Campora. Già, il sindaco di Campomorone, al centro di numerose polemiche per la storia delle primariette alle ultime elezioni politiche: “Credo che il Pd non abbia più bisogno di queste cose. Campora è un volontario della Croce Rossa e finanziere, non vedo nulla di strano sul fatto che abbia riscosso così tante preferenze”. Appunto, le primarie. I giovani sindaci di Valpolcevera e il resto degli amministratori di vallata chiedono spazio, magari anche per le regionali. E’ qui che Roberta Pinotti manda il messaggio: “Credo che il Partito Democratico debba ricorrere allo strumento delle primarie anche per decidere i candidati alle prossime elezioni regionali. C’è bisogno di persone vicine ai territori e credo che tutti gli amministratori di Valpolcera abbiano lavorato davvero bene”.

› Oltre le curve, qualcosa in più

articolo di redazione, postato il 4 novembre 2008
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Piove ed è ormai freddo, nelle vallate. I ricordi di metà settembre sono ormai archiviati. Tuttavia l’ennesimo Expò di Valpolcevera, con le tradizionali attività a corredo, ha lasciato un monito per l’inverno. Bisogna cambiare qualcosa. Gli organizzatori si chiedono cosa. La risposta deve arrivare proprio da loro e da quella forza che sempre li ha contraddistinti, l’inventiva. La storia, quella, non si cancella. Ma oltre le certezze, adesso, serve innovare. Per esempio, nuova linfa va data al concorso di miss Pontedecimo. Le ragazze affrontano la selezione con entusiasmo e allegria, ma all’evento serve maggior risalto e più coinvolgimento. Non si parla più dell’idea di un Expò permanente. Forse oggi non ci sarebbero neppure le risorse per affrontare un ambizioso restauro di quel sito ferroviario a cui si era pensato originariamente. Al territorio però serve adesso un’accelerata per non lasciare cadere il tutto nell’indifferenza. Dalle modelle con le loro forme per arrivare ai prodotti tipici, fino al suino nero. E poi l’ultima cosa già scritta lo scorso anno: non esiste altro fine settimana che quello? Bisogna per forza che l’Expò di Valpolcevera sia festeggiato negli stessi giorni del nome di Maria a Busalla e peggio ancora della notte bianca genovese?

› Serate gastronomiche

articolo di redazione, postato il 4 novembre 2008
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I menu proposti passano dallo stoccafisso alla carne d’asino. La scelta è ampia e coinvolge addirittura undici ristoratori di Ceranesi. L’idea è ormai un classico sotto il monte Figogna: serate gastronomiche. “Un sintomo di vitalità, un’occasione per ritrovarsi insieme e gustare sapori davvero eccellenti. Uno dei pochi aiuti concreti che un ente locale può rendere ai propri ristoratori” dicono dall’amministrazione comunale. E così dopo lo straordinario successo delle prime serate, per il mese di novembre, il calendario propone una fitta serie di appuntamenti. Ognuno con specialità e listini diversi, tutti con un forte gradimento per la prenotazione. Si parte il 6 novembre con l’Antica Ostaia du Ciummin che offre un menù da 35 euro in cui spicca la pasqualina della casa. Il giorno successivo c’è l’Osteria Tucci, 30 euro e sontuosi ravioli al sugo d’asino. Due giorni più tardi, l’8 novembre, è il turno della Trattoria Chellina a 28 euro con un magistrale stufato di cervo. Il 13 novembre, la Luigina propone un conto da 28 ed eccelle nei taglierini allo zafferano con sugo d’asino o di carne. All’indomani c’è Bertin: 26 euro e bignè ai funghi e scaloppine di Castelmagno. Il 20 dal Piccin si mangia a 30 e si gustano pregevoli medaglioni di vitello ai funghi porcini. Il 21 da Hostaria Emilia, tutto a 25 e magnifici taglierini al sugo di lepre. Da Natalin si va il 22, si mangia a 25 con un delizioso capretto in casseruola. Si chiude a fine mese con il trittico tra il 27 e il 29. Nell’ordine: Trattoria del Bossaro a 35 con i ravioli di cinghiale, Ristorante Pino a 30 con i ravioli di nocciola, la Casa della Lucertola a 25 con risotto di spinaci e porri. E quale crisi, buon appetito.

› Che musica con le zucche!

articolo di Serena Lattanzi, postato il 4 novembre 2008
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Quest’anno il titolo della kermesse è Zucche trombetta e canne d’organo ovvero come fare musica in modo alternativo. L’appuntamento, neanche a dirlo, a Murta sulle alture di Bolzaneto. L’evento 2008 riguarda due fine settimana interamente dedicati alla bitorzoluta cucurbitacea: 8-9 e 15-16 novembre saranno le giornate nelle quali degustare piatti tipici e vino novello nel verde di Valpolcevera. Grazie al restauro dell’organo parrocchiale Lingiardi 1882, la sagra sarà l’opportunità di scoprire le caratteristiche non soltanto dello strumento che l’accurato lavoro dei fratelli Marin ha riportato all’antico splendore ma anche dell’arte organaria in generale. Inoltre, le zucche saranno come sempre il principale ingrediente di ravioli, torte salate e dolci, ma si trasformeranno pure in originali strumenti musicali rispolverando un’antica e ingegnosa artigianalità.Le note musicali del 2008 arrivano dopo edizioni che hanno fatto epoca. Ogni rassegna, oltre a Sua Maestà la Zucca, ha avuto come filo conduttore un diverso tema ma sempre collegato al territorio e alle vicende passate o presenti alle quali ha fatto da sfondo. Favole e leggende, storie di Dogi e della famiglia Mazzini, racconti di campanari o di briganti appostati lungo l’antica Via del Sale. In festa anche le vetrine della vallata, così come i fiorai genovesi: tutti scateneranno la fantasia nel concorso Forme e colori. I bambini della scuola Doge Giovanni da Murta realizzeranno disegni e oggetti particolari. Tra le tante creazioni a tema verranno premiate le migliori grazie anche al voto dei visitatori, entrambe le domeniche a partire dalle 18,30. In competizione saranno anche le zucche, nelle categorie ormai tradizionali: la più grossa, la più lunga, la più strana, la più bella, la più fortunata e, appositamente per l’edizione numero ventidue, la più vicina al peso di ventidue chilogrammi. “I coltivatori sono invitati a iscrivere il loro esemplare presso la parrocchia di San Martino dal 29 ottobre al 7 novembre” dicono da Murta. Gli stessi organizzatori raccomandano ai visitatori di lasciare l’auto in via Nostra Signora della Guardia e di proseguire con il bus navetta. Per ulteriori informazioni www.murtaezucche.it.