› Ecco il nuovo Qui d'autunno
articolo di redazione, postato il 20 settembre 2008

E’ il numero che porta via l’estate. E’ il Qui numero 20 quello che si interroga sul perché il trenino di Casella sia così poco sfruttato e gestito al di sotto delle proprie potenzialità. E’ un giornale che, con il solito spirito, affronta i temi dell’attualità: la nascita della Comunità Montana più grande della Liguria, le polemiche del Partito Democratico, l’entusiasmo dello sport. Le grandi feste estive ormai sono alle spalle: ma c’è anche da chiedersi perché non ci sia il minimo di programmazione turistica, da queste parti. Sarà un nostro tarlo ma perché mai, per esempio, i due avvenimenti principali di Vallescrivia e Valpolcevera, come Nome di Maria a Busalla ed Expò a Pontedecimo, debbono coincidere nello stesso fine settimana? E peggio perché queste devono essere collocate nella stessa data della notte Bianca di Genova? Misteri, forse dettati soltanto dalla poco comunicazione. Ma non solo, le domande vanno oltre. Vallescrivia, ancora Iplom. La Regione, con il suo assessore all’ambiente scioglie gli indugi e dice: “Solo il Piemonte, con i suoi spazi, può ospitare un’azienda come quella operante da sempre a Busalla”. Valpolcevera, allarme torrenti sporchi e a nessuno sembra importarne nulla. Ebbene, Qui che cresce ogni volta di più prova a rispondere a questi e altri interrogativi. Lo fa non perdendo di vista i personaggi delle due vallata, dallo spettacolo alla cultura. E soprattutto dice grazie a Voi lettori per un consenso che aumenta costantemente da 20 numeri.
› L'editoriale di Gilberto Volpara
articolo di Gilberto Volpara, postato il 20 settembre 2008
Non sono andato in vacanza, quest’estate. Per me, lo capirete leggendo soprattutto una pagina di Qui, sono state settimane particolari. Tuttavia il vivere da vicino le vallata, in quello che dovrebbe essere il suo periodo più fertile, mi ha lasciato nuove considerazioni. Dovendo spesso mangiare fuori casa, e di corsa, ho visto nuove trattorie, nuovi ristoranti. Ma al lunedì, martedì e mercoledì ho trovato anche tante saracinesche chiuse. Ho sentito di villeggianti che impiegavano due ore per scendere da Busalla a Genova. Ho raccolto le lamentale di turisti che non trovavano il trenino del rientro serale da Casella. E poi qui si fa turismo, dicono. Ma dov’è, chi lo fa e quando se non in estate? Mi pare di capire che le note positive arrivino della Val Vobbia e da qualche nicchia dimenticata, forse sperduta. Il Qui di fine estate è quello dell’Expò e del suino nero che c’è ma ha bisogno, ora, di farsi conoscere per essere commercializzato. Il rischio altrimenti è che nessuno lo sappia. Il Qui di fine estate è quello che preannuncia i fuochi artificiali d’autunno per le tante campagne elettorali alle porte. Protagonisti anche i sindaci che dovrebbero stare a guardare. La battaglia più immediata riguarda, però, ancora la nuova Comunità Montana: tra amori, mal di pancia e lotte di campanile mai sopite. E poi loro i personaggi, quelli che fanno grandi le vallate. Che fanno vivere Qui. Appuntamento a fine ottobre.
› La nuova Comunità Montana
articolo di redazione, postato il 20 settembre 2008
Scazzi, mal di pancia, polemiche e accuse. Ma il risultato sembra essere arrivato. Nasce la nuova Comunità Montana di Valpolcevera e Vallescrivia. Il nome del nuovo ente ancora non c’è e forse tarderà ancora di qualche settimana. Ma quello che esiste, ed è l’aspetto fondamentale, è l’accordo tra 14 comuni. Nasce un ente che conterà una popolazione di quasi 50 mila abitanti, un peso politico rilevante. Il tutto dopo riunioni, assemblee e diatribe che peraltro continuano tuttora. Più di qualcuno ha paura di perdere qualcosa e allora in tanti si trincerano dietro le parole ambito e subambito: una roba che dovrebbe continuare a garantire una parziale autonomia ad entrambe le vallate. Tuttavia il percorso pare ancora in salita. La legge, certo, non sembra essere delle migliori. Ma con il dialogo qualcosa si è migliorato. E sebbene il progetto potesse essere ancora più utile, Qui, nel suo piccolo, si sente un po’ precursore. Già dal primo numero avevamo scritto che il nostro impegno sarebbe stato quello di far parolare tra loro due vallata che da sempre si guardavano in cagnesco. Noi con i nostri limiti continuiamo bimestralmente, nel frattempo con la sua potenza è arrivata anche la Regione. Adesso resta da capire un particolare: sarà una nuova Comunità costituita da sindaci. Sarà un ente che dovrà mettere assieme tante esigente diverse. Sarà tanta altra roba. Tutto vero. Ma il presidente chi lo fa?
› Omp, la nuova pista
articolo di redazione, postato il 20 settembre 2008
Un sogno realizzato e un impegno. Il primo si chiama pista di kart che Pier Giorgio Percivale, quarto fratello della storica famiglia fondatrice di Omp, sognava da tempo. Il secondo è la volontà dei nuovi azionisti, che di nome fanno Delprato, a proseguire sulla linea tracciata aprendosi maggiormente all’esterno e puntando sull’immagine. Settimane storiche, a Ronco. Da una parte il passaggio di proprietà di un’azienda che ha portato il nome di Vallescrivia a spasso per il mondo. Dall’altra, una nuova realtà in asfalto che promette di portare turisti in vallata quando il progetto di affittare la pista diventerà realtà. Emozioni forti, insomma. Il presente e futuro del marchio che ha visto Senna e Schumacher profuma sempre di genovesità con i fratelli Alberto e Paolo Delprato alla guida dell’azienda mentre chi ha fatto la storia si affretta a dire: “Ci ha convinto il loro spirito. Una trattativa che parte da lontano e che sicuramente farà volare ancora Omp” firmato Roberto Percivale. Nel mezzo gli oltre 70 dipendenti che ti dicono: “Lavorare in Omp è una roba esaltante”. Il guru della nuova gestione sarà un uomo di grande esperienza, quel Federico Minoli a cui i fratelli Delprato si affidano per crescere costantemente ma senza strappi. Lui, per oltre dieci anni in Ducati, dice: “La passione conta tanto quanto il portafoglio, qui ne ho vista molta e certamente nonostante le difficoltà del mercato potremo crescere ancora”. Guardando il giocattolo inaugurato a settembre, ossia la pista, prosegue: “Per il momento faremo qui test e collaudi, in primavera speriamo di poterla aprire al pubblico per l’affitto dei kart”. Parola al sindaco.
› Iplom? Regione: «In Piemonte»
articolo di redazione, postato il 20 settembre 2008
“Per portare via la Iplom da Busalla non credo sia possibile pensare a un sito sul territorio ligure”. Lo dice Franco Zunino, assessore all’ambiente della Regione Liguria. E’ lui, assieme all’assessore all’industria, a seguire la pratica Iplom per conto del presidente Claudio Burlando.
Il governatore dalla sede via Fieschi afferma: “Abbiamo avviato un dialogo con sindaco e azienda. Si tratta di trovare il migliore compromesso possibile tra le diverse esigenze, quelle della proprietà da una parte e quella di lavoratori e residenti dall’altra”.
L’assessore all’ambiente, invece, va oltre: “E’ necessario trovare un sito non troppo lontano da quello attuale, ma è chiara la determinazione con cui la cittadinanza richiede lo spostamento dell’azienda. La soluzione, a mio giudizio, deve passare per forza da un accordo con il Piemonte anche alla luce delle recenti sinergie”.
2013 – Nel frattempo, però, il pallino del gioco sembra averlo l’azienda. La data a cui tutti guardano da sempre, a Busalla, è quella del 2013. In quell’anno, infatti, scadrà l’ultima deroga. “Ma adesso la Iplom, al pari di altre realtà italiane, ha la possibilità di prorogare il proprio operato sul sito di Busalla presentando un’integrazione ambientale direttamente al ministero dell’ambiente” dichiara Zunino. In questo modo, di fatto, la Regione rischia di essere scavalcata. In termini concreti, poi, non esisterebbe più una scadenza. Diventerebbe così una concessione a tempo praticamente indefinito e infinito che dovrebbe essere implementata, poi, soltanto da sistematiche certificazioni. In tali documenti l’azienda dovrà attestare di lavorare con le più efficaci tecnologie presenti sul mercato.
In queste settimane, il tavolo tecnico riprenderà il proprio operato. Tuttavia, dopo l’ultimo incidente estivo, Zunino torna al punto di partenza: “Non vedo in Liguria, per la conformazione geografica del nostro territorio, un sito in grado di poter ospitare una simile azienda. Certo, non possiamo sottovalutare la richiesta di chi abita lì o dimenticare dove l’azienda oggi è situata, nell’abitato e adiacente all’autostrada”.
› I muri di Vallescrivia e Valpolcevera
articolo di redazione, postato il 21 settembre 2008
Il vandalismo non ci piace. L’ironia la gradiamo. E così anche i muri fanno Vallescrivia e Valpolcevera. Sull’ultimo numero di Qui già un’ampia sezione. C’è tutto nei paesi di vallata. Scritte sui muri che portano ai santuari, gente che a modo suo dice no alla globalizzazione. E chissà quante ancora non ne abbiamo fotografato. L’invito è proprio quello di mandarci segnalazioni e indicazioni. A inviarci soprattutto foto di questo tenore. Ovvio, le offese non ci interessano. La scritta un po’ più leggera ci fa, invece, piacere. L’indirizzo di riferimento è redazionequi@gmail.com. E non è finita qui. C’è da scoprire dove sono le frasi già immortalate. Sarà divertimento di ognuno andarsele a cercare. Da Rivarolo a Ronco, da Ceranesi a Savignone. Muri, ma non solo. Un manifesto per tutte le stagioni, insomma. Ecco, quello che vorremmo scovare è lo spirito di una Valpolcevera e di una Vallescrivia che nonostante tutto, e forse davvero in mutande, sanno ancora sorridere.