› Ecco il primo Qui del 2010
articolo di redazione, postato il 2 marzo 2010

Ecco il primo Qui del 2010
Il primo Qui del 2010 è quello che precede le elezioni regionali. Tanta politica, ma soprattutto molte storie di vallata. La prima è trattata in abbondanza con lo scontro Burlando – Biasotti, senza dimenticare le sfide di Ronco Scrivia e Vobbia. E poi i grandi personaggi di paese: da Macario a Nan, dalla giornalaia di Montoggio allo storico fondatore del Lem. E infine le firme internazionali, dall'artista Rino Valido a chi in vallata è arrivato da Haiti per costruirsi una nuova vita. Tutto questo e altro ancora è il Qui di fine inverno. Nel mezzo l'associazionismo e il solito modo scanzonato di raccontare i fatti con quello stile che non a tutti può piacere, ma in grado di far crescere i consensi di Qui in ogni numero. E di questo vi ringraziamo con sincerità. L'appuntamento è già per fine aprile con i vincitori delle competizioni politiche, con i nuovi uomini e le nuove da copertina.
› L'editoriale
articolo di Gilberto Volpara, postato il 2 marzo 2010
La copertina era obbligatoria. Almeno per tutto il mese di marzo, la politica resterà protagonista. Importante, fondamentale. Le elezioni regionali sono rimaste forse le uniche a vantare una partecipazione più o meno attiva di chi va al voto. Per quello che può valere, resta la possibilità di attribuire una preferenza. Andiamo a votare, dunque. Il nostro Qui non inserisce all'interno pubblicità elettorale, lo facciamo per scelta. Crediamo di offrirvi un prodotto frizzante con tante storie, anche politiche. Dalle prossime settimane poi, per la nostra testata, un'altra stimolante novità: quella di entrare nelle scuole. Un esperimento coinvolgente che scatta dalle medie di Sant'Olcese. Obiettivo: avvicinare i ragazzi al giornalismo locale, ma soprattutto al territorio. Sarà per questo motivo che dalla prossima edizione, assieme a un'importante novità grafica, troverete anche una pagina dedicata ai giovani cronisti di vallata. Ma prima di arrivare a primavera c'è da leggere ancora tutto questo numero 29 appena sfornato: storie e curiosità da non credere. Personaggi che hanno fatto la storia di Valpolcevera e Vallescrivia anche attraverso la goliardia. Buona lettura, appuntamento a fine aprile.
› Regionali 2010, gente da manifesto
articolo di redazione, postato il 2 marzo 2010
Qui ha fatto una scelta: niente pubblicità elettorale. Preferiamo offrire un giornale ricco di contenuti, per quello che possiamo. Non per questo la politica ci schifa. Anzi. La trattiamo e in abbondanza. Quando si può anche con il sorriso. E' il caso per esempio dell'ultimo numero: in un una pagina sono state raggruppate le principali curiosità dei manifesti elettorali presenti tra Scrivia e Polcevera. Premio bellezza a Marylin Fusco, premio coraggio all'Udc per il cartellone in cui incita a sostenere solo i migliori perdendo forse i voti dei mediocri. Ma soprattutto citazione particolare per la Federazione Pensionati, un partito da vecchi? Sembra di no, almeno nel vedere la candidata che hanno fotografato con volto solare e sorridente. Originale.
› Rino Valido, il re della pittura
articolo di redazione, postato il 2 marzo 2010
Oggi ha 63 anni, Mignanego l'ha lasciato da tempo. Ma lassù, in tanti, lo ricordano con grande affetto. Nel frattempo si è affermato con la creatività industriale e la pittura. E' diventato una delle firme più prestigiose dell'arte contemporanea a livello internazionale. Il nome fa Rino Valido. Tra una mostra a Parigi e un'esposizione a Dubai, lo trovi ancora nel suo storico studio di via xx settembre, nel cuore di Genova. Veste di nero, indossa un cappotto lungo e un capello da pittore vero. Ti spiega che ai traguardi d'oggi c'è arrivato con la grande passione: “Scuola serale, tanti lavori gratuiti e una continua evoluzione di idee. Da bambino scarabocchiavo su carta, poi mi da ragazzo mi sono applicato con maggiore consapevolezza”. Il maestro che confida di essere stato artisticamente folgorato dai colori della Camargue, confida di guardarsi spesso indietro. Sottolinea che rifarebbe ogni scelta. Al tempo stesso, a 63 anni, non rinuncia a buttare sul tavolo nuovi progetti: “Il più ricorrente è un'utopia, dipingere Genova. Vorrei trasformare pittoricamente le zone grigie o degradate della città”. Inizierà presto con un progetto di rivestimento dei piloni della strada sopraelevata.
› Nan: "La Busalla che fu"
articolo di redazione, postato il 2 marzo 2010
Uno così sembra uscito direttamente da un libro di Lorenzo Licalzi. Chissà che lo scrittore genovese, assiduo frequentatore del Bar Marin di Busalla, nello scrivere “7 Uomini d'oro” non si sia davvero ispirato a lui e agli altri dell’allegra combriccola. Già, perché la Busalla di Nan Grottin è la stessa che fa da sfondo al romanzo di Licalzi, quella che per gli abitanti dell’immaginaria Castagnabuona sembrava addirittura New York. Nan ti dà appuntamento nel suo ufficio stampa che poi è che il Baretto di piazza Garibaldi, a due passi dall’agenzia di pompe funebri di cui è titolare. Ma quando comincia a raccontare ti dimentichi in fretta della sua attuale professione. Questo anche perché di mestieri, Nan, ne ha fatti parecchi. “Ho navigato, per esempio. Ed è proprio così che ho cominciato a vedere il mondo” attacca. Avanti e indietro per il Mediterraneo attraversando i mari del Nord con il sole che vicino al polo invece di tramontare spuntava subito dall’altra parte. “Ti chiedevi, belin ma sono abelinato io o è proprio il sole che in ‘sti posti qui non va giù?” ricorda. Poi l’Uruguay, sempre via mare. A seguire tanto altro. E soprattutto, quella Busalla regno delle belinate: “Ho tutto nel cuore, mi basta chiudere gli occhi e le rivivo una per una”.
› La caricatura
articolo di redazione, postato il 2 marzo 2010
“Franco Parodi ha il pelo”. La frase è firmata Antonio Bigotti. Disse così il sindaco di Savignone riguardo il presidente della Comunità Montana Valli Genovesi. Si deve andare indietro di qualche mese, era inizio estate. Il primo cittadino di Vallescrivia con quell'espressione sottolineò l'aspetto pragmatico del politico Parodi. Uomo navigato, profondo conoscitore della macchina amministrativa ed esponente di lungo corso della vita delle istituzioni montane. Da più parti, all'attuale presidente della Comunità Montana vengono riconosciute le qualità del politico vero e, nonostante un carattere talvolta ruvido, un'inusuale capacità di rendere squadra l'entroterra. La grande passione personale è poi quella per l'equitazione. Da sempre ama i cavalli e da anni è in prima fila per l'organizzazione di eventi locali che riguardano quel mondo, a Mignanego e non solo. Da presidente, una delle iniziative che più hanno fatto parlare è il recupero del suino nero: esemplare riportato negli allevamenti dopo che per anni era stato protagonista dell'appennino a cavallo tra Emilia e Liguria. Davide Sacco ha dunque unito le due cose, la passione per i cavalli e l'idea dell'amministratore. Ecco il risultato: il cowboy Parodi sul suino nero.