› Qui 2008: ecco il nuovo numero

articolo di redazione, postato il 29 febbraio 2008
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E’ arrivato nella seconda parte di febbraio. E’ il numero 17 che per noi non significa sfortuna. Soprattutto rappresenta la svolta della testata. Una nuova veste grafica e in parallelo anche la possibilità, d’ora in poi, di poter consultare il giornale via internet. I temi spaziano, come da tradizione. Attualità, politica, associazionismo, personaggi e sport del territorio. Si diceva, primo numero di un anno particolare per entrambe le vallate. Una stagione che si è aperta con molta spazzatura guardata con curiosità e un pizzico d’apprensione dalla parti di Busalla e dai gestori della locale discarica. I rifiuti della Campania in Vallescrivia, si pensava. Ma soprattutto sarà questa l’annata della visita del Papa al Santuario della Guardia. Dovrà essere la stagione in cui partono cantieri attesi da anni come il nodo di Geo o il tunnel di Isorelle, dice il presidente della Provincia. Nella lista non c’è il Terzo Valico perché lì le illusioni sono finite. In Vallescrivia, Montoggio rinnoverà il consiglio comunale. E poi dopo le polemiche resta soprattutto da capire quale sarà il futuro delle Comunità Montane. Le dichiarazioni d’amore tra i due rispettivi presidenti saranno poi supportate dai fatti? Nel Comune di Genova quando mai sarà attivato il mercato della frutta? Dalle parti di Bolzaneto dicono non prima di fine anno. Basterà? Intanto complimenti per la puntualità. E infine dopo le indimenticabili pagine del 2007, le istituzioni supporteranno l’Unione Sportiva Pontedecimo a portare il Mondiale di ciclismo a Genova? Ecco a questi e molti altri interrogativi dovrà dare risposta l’annata in corso. Qui ci sarà.

› Perché è nato quienonsolo.it

articolo di Gilberto Volpara, postato il 29 febbraio 2008
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L’obiettivo è stato quello di creare un sito in cui la consultazione fosse il più facile possibile, crediamo di esserci riusciti. Quienonsolo.it offre la possibilità di accedere all’intero archivio della testata. Chiunque e da ogni angolo del pianeta, anche lontanissimo da Valpolcevera e Vallescrivia, può restare legato alle due vallate. E poi ancora i contatti con i principali comuni della zona, senza dimenticare le associazioni e le realtà del volontariato. Per tutti l’opportunità di tornare indietro con la mente e gustarsi tre anni di copertine a colori. Infine la possibilità di scriverci, criticarci e proporre dibattiti: questa la vera novità. Nella pagina principale ruoteranno invece i principali temi del momento che potranno essere commentati dai lettori. Dalla politica, all’attualità fino allo sport e alle questioni sociali. Tanto il giornale quanto il sito si propongono l’obiettivo di creare discussione e confronto. Una crescita costante ma un passo alla volta, come da sempre facciamo. Senza voli pindarici, ben consapevoli delle nostre potenzialità non illimitate. Tuttavia, non rinunciamo a migliorare. Lo vogliamo fare assieme a tutti voi. E in fondo restiamo sempre innamorati del primo amore. Affascinante la realtà telematica, ma ancora irrinunciabile quella cartacea. Non dimenticate quindi l’appuntamento in edicola, per noi sempre fondamentale. Al venti di ogni mese pari Qui ci sarà: febbraio, aprile, giugno, agosto, ottobre, dicembre. Da Isola del Cantone a Rivarolo, nei principali punti vendita di vallata per giornali e quotidiani.  

› L'intervento

articolo di Mario Paternostro, direttore Primocanale, postato il 29 febbraio 2008
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Qualche settimana fa la Società operaia cattolica di Pontedecimo ha organizzato un incontro tra la popolazione e il cardinale Angelo Bagnasco. Non avendo, però, locali ampi a sua disposizione ha chiesto in prestito la sede alla Fratellanza, storica società operaia legata al vecchio Pci che sempre ha raccolto oceanici consensi nella delegazione della Valpolcevera. Una “larga intesa” premiata da una vastissima partecipazione e da una chiacchierata tra l’arcivescovo capo della Cei e il popolo, di notevole livello culturale. C’era, all’inizio dell’incontro, qualche lieve preoccupazione tra gli organizzatori sulle domande che potrebbero essere state rivolte al cardinale nel pieno di una campagna elettorale dove i temi economici e fiscali si mescolano a quelli dell’etica, dell’aborto, del rapporto tra politica e fede religiosa e sul fatto che il principe della Chiesa genovese entrasse nella tana dei “rossi”. Niente di tutto questo. Ma l’aspetto bello dell’incontro è stato l’onesto rispetto dei ruoli e delle idee. Il vicepresidente della Fratellanza nel suo discorso introduttivo ha ribadito con fermezza la storia dell’associazione, sottolineandone le radici marxiste e la solidarietà legata ai valori del vecchio Pci valpolceverasco. Bagnasco ha esaltato i valori della solidarietà cristiana, ribadendo punto su punto i principi cattolici, la forza della fede come baluardo nella difesa della ragione. Segno di altissimo livello che le larghe intese in Valpolcevera si realizzano senza bisogno di rinnegare le proprie idee, anzi o di cancellare le proprie bandiere. La differenza nell’incontro di Pontedecimo tra il numero tre del Vaticano con la popolazione della delegazione più rossa della rossa vallate e la politica di questa campagna elettorale è fin troppo evidente: in Valpolcevera il livello culturale era alto. Molto alto. Nella campagna elettorale è tanto basso che quasi non si riesce a vedere.

› I Percivale e l'Omp

articolo di redazione, postato il 29 febbraio 2008
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"Abbiamo venduto per allentare lo stress. Iniziamo ad avere una certa età e in 35 anni siamo cresciuti più di quanto potessimo immaginare. I nostri figli poi non erano pronti a un ricambio così immediato. Si è presentata l’occasione e abbiamo ceduto l’intero pacchetto”. L’affermazione è di Claudio Percivale, anche a nome dei fratelli Laura e Roberto. Finisce un’epoca per Ronco e la Vallescrivia. La nuova proprietà risponde al nome di Saye, finanziaria genovese di Alberto e Paolo Delprato. Partner dell’operazione anche Mps Venture Sgr del Gruppo Monte dei Paschi di Siena e la holding lussemburghese Mfo Racing Sa. L’obiettivo è quello di approdare in borsa. Roberto, Claudio e Laura Percivale manteranno la gestione operativa dell’azienda mentre I Percivale: Ecco perché vendiamo Omp a Federico Minoli, già presidente e amministratore delegato di Ducati, sarà delegata la strategia e lo sviluppo commerciale. Semplici stipendiati, quindi? Claudio Percivale risponde alla battuta: “Avremo un contratto di collaborazione, Roberto sarà consigliere delegato”. Le aree resteranno di proprietà dei fratelli Percivale e nel contratto l’accordo che l’Omp dovrà restare a Ronco Scrivia. Fine di una pagina, non di una storia. L’azienda, che nel 2007 ha sviluppato un fatturato di circa 16,5 milioni di euro con un incremento del 7,2% rispetto all’anno precedente, svolta. I Percivale salutano e ringraziano, soprattutto i dipendenti. E il pensiero va spontaneo a Pier Giorgio, l’altro fratello stroncato qualche anno fa da una terribile malattia. Lassù nessuno lo ha dimenticato.

›Se il sindaco va in Parlamento

articolo di redazione, postato il 29 febbraio 2008
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“Non so come finirà e forse non andrà bene, ma abbiamo già raggiunto un risultato storico”. E nessuno, davvero, poteva immaginarlo. Ma stavolta la politica ha regalato una bella storia. E un’intera vallata chiede che, adesso, ci sia anche il lieto fine. Il protagonista si chiama Giancarlo Campora. E’ il primo cittadino di Campomorone dal 2004, da qualche mese leader ligure dei cristiano sociali. L’emergente che non arriva ai 45, ha saputo emozionare. Nelle consultazioni del Partito Democratico, per eleggere i candidati al Parlamento, ha fatto il botto. Le presenze raccolto sono state 160 dietro soltanto a quelle del navigato segretario regionale, Mario Tullo. Un qualcosa di strepitoso che ha ridato alla Valpolcevera, almeno quella della sua parte politica, la voglia di crederci ancora. La forza di pensare che, forse, qualche volta la politica possa partire anche dal basso. Gian, come lo chiamano lassù, ha già fatto qualcosa di straordinario. Ha dimostrato che quella vallata, ricordata troppo spesso solo per attingere voti senza mai proporre un nome che realmente partisse da lì, resta ancora viva. E dopo 60 anni sarebbe ora che qualcuno se ne accorgesse. Al suo fianco la gente della strada, il presidente della Comunità Montana e qualche amministratore. Peccato, e chissà per quale motivo, non averli visti tutti. Anche perché identica è la fazione politica. Pazienza. “Non mi faccio illusioni” dice lui. Neanche noi, ma il dato che almeno stavolta qualcuno abbia avuto il coraggio di provarci non passa inosservato. Giù il capello al sindaco, milite crocerossino e finanziere di professione.   

› I muri di Vallescrivia e Valpolcevera

articolo di redazione, postato il 29 febbraio 2008
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Il vandalismo non ci piace. L’ironia la gradiamo. E così anche i muri fanno Vallescrivia e Valpolcevera. Sull’ultimo numero di Qui già un’ampia sezione. Da chi contesta le amministrazione comunali per l’indiscriminato uso del velox a chi non le manda a dire ai politici sulle innumerevoli cementificazioni. C’è tutto nei paesi di vallata. Scritte sui muri che portano ai santuari, gente che a modo suo dice no alla globalizzazione. E chissà quante ancora non ne abbiamo fotografato. L’invito è proprio quello di mandarci segnalazioni e indicazioni. A inviarci soprattutto foto di questo tenore. Ovvio, le offese non ci interessano. La scritta un po’ più leggera ci fa, invece, piacere. L’indirizzo di riferimento è redazionequi@gmail.comE non è finita qui. C’è da scoprire dove sono le frasi già immortalate. Sarà divertimento di ognuno andarsele a cercare. Da Rivarolo a Ronco, da Ceranesi a Savignone. Muri, ma non solo. Emblematico per esempio sul numero di febbraio il manifesto elettorale di Enrico Musso. L’ex candidato al Comune di Genova, a un anno di distanza dalla sua corsa elettorale persa contro Marta Vincenzi, si ritrova ancora appeso sulle pareti di Valpolcevera. E proprio quando si parla di lui, con infinite polemiche al seguito, per una possibile candidatura alle elezioni politiche. Un manifesto per tutte le stagioni, insomma. Ecco, quello che vorremo scovare è lo spirito di una Valpolcevera e di una Vallescrivia che nonostante tutto, e forse davvero in mutande, sanno ancora sorridere.