Bimestrale di cultura, politica e umanità varia di Valpolcevera e Vallescrivia
Skip Navigation Links
Home
Chi siamo
Archivio
Numeri
L'irriverente
Contatti
Link
Numero 68 di Qui e non solo dintorni
articolo di redazione, postato il 31 Agosto 2016
Ai gol di suor Celia e suor Josephine nonché alle parate di suor Alessandra e alla solidità difensiva dei sacerdoti si sono interessate pure le telecamere della popolare trasmissione Rai “Quelli che il calcio”. Testimonianza di un messaggio che ha fatto il giro d’Italia grazie alla disponibilità di alcuni religiosi, in gioco assieme a molti amministratori valligiani compreso pure qualche parlamentare. Storie di Mignanego e dintorni dove nell’estate delle olimpiadi, con discipline che non hanno convinto fino in fondo, qualcuno lancia l’idea: anormale, nuova specialità olimpica. Un’idea più forte di ogni scherzo, quella d’alta Valpolcevera. Una serata per fare quadrato e ripartire: da quello spirito scatta l’autunno delle due vallate tra emergenze idrogeologiche, economiche e sanitarie. Tutto unito alla straordinarietà di personaggi raccontati in questo numero di Qui. A loro si aggrappano Scrivia e Polcevera per superare mesi di interrogativi e nuove sfide.       
L'editoriale
articolo di Gilberto Volpara, postato il 31 Agosto 2016
Non è un’overdose di buonismo. A distanza di cinque anni dalla prima sfida, Qui dedica la copertina alla rivincita dell’insolita partita tra Stato e Chiesa perché da quel derby Polcevera e Scrivia possano ripartire più unite. Amministratori, religiosi e soprattutto la gente comune almeno per una sera hanno fatto quadrato ritrovando finalmente un po’ di sorriso. Questo senza dimenticare enormi drammi di terremoti o migranti. Le due vallate provano a ripartire dal clima di quella serata per sfidare tutte le incertezze dell’autunno: ansia d’alluvione, futuro della Iplom, risposte sanitarie, soldi che non ci sono. Lo fanno dopo aver compiuto il giro dell’Italia mediatica con una partita anormale che ha reso noti nomi di paesi nonché le bizzarrie di Mignanego e dintorni. Ora sotto con il lavoro inseguendo emergenze. Ma se è vero che la vera differenze nelle criticità è data dalla grandezza delle persone, allora, quest’autunno non potrà far paura a Polcevera e Scrivia. Le suore insegnano che quando si vuole la vittoria servono speranza unita a convinzione, l’hanno dimostrato con un gol fenomenale tuttora visibile facilmente in rete. Qui torna a fine ottobre e prepara già grandi novità in vista del numero 70 di fine anno.
Bottaro, un mignaneghino al comando della sanità
articolo di redazione, postato il 31 Agosto 2016
Adeguato, cortese, appropriato. Tre aggettivi per disegnare il servizio della Asl3 genovese che immagina il neo direttore generale Luigi Carlo Bottaro. La struttura d’alta Valpolcevera continuerà a chiamarsi ospedale? “Assieme alla nostra squadra, abbiamo iniziato questa avventura a inizio agosto e il Gallino ha rappresentato la tappa numero uno del direttore sanitario. Il ruolo di primo intervento sulle 12 ore risulta imprescindibile, assieme a Sestri parliamo di oltre 20 mila interventi annui. Tuteleremo la struttura con una specificità dedicata alla continuità assistenziale ossia rivolta alle cure intermedie che risultano fondamentali dopo la fase acuta. Pertanto, nessun depotenziamento della medicina con attenzione specifica alla geriatria e questo sommato a investimenti sulla chirurgia della mano grazie all’approdo del dottor Gian Maria Merello che garantisce 350 operazioni all’anno. Inoltre, conferma di ogni servizio oggi operante con l’eventuale implemento sulla parte ambulatoriale. Ruolo d’eccellenza per la medicina integrata del professor Edoardo Rossi con impegno primario verso i malati oncologici. Prematuro l’impegno sui disturbi dell’alimentazione, c’è un progetto già attivo a Quarto”. Chi combatte da anni senza risultati chiedendo risposte sanitarie è anche la Vallescrivia. Come interverrà? “Il primo passo riguardante l’emergenza è lo spostamento dell’automedica da Pontedecimo al Pastorino di Bolzaneto per una maggiore vicinanza con l’autostrada. Il confronto con il presidente dell’Unione per verificare l’opportunità di un servizio più corposo è tuttora in corso e non escludo novità. Un grande impegno traguarda alla creazione di un primo polo sanitario interno al Frugone. Assieme alla residenza sanitaria di un certo livello, con l’opportunità di compiere servizi anche a domicilio, l’ambizione mira a una collaborazione con i medici di famiglia per garantire un presidio costante sulle 12 ore. È un percorso non facile che richiede il sacrificio di tutti, ma lo avvieremo”.
Dieci figli in 25 anni: “Da Stato e Chiesa solo parole”
articolo di redazione, postato il 31 Agosto 2016
Annarita Cecchini è artista del coro Carlo Felice. Ma soprattutto mamma di 10 figli. La squadra va dal trentunenne Francesco fino a Pietro di 7 anni. Nel mezzo ci sono Margherita di 28, Emanuele di 24, Giulio di 22, Carlotta di 20, Tommaso di 18, Matteo di 16, Clara di 13 e Matilde di 9 con un arco temporale di 25 anni dal primo all’ultimo fratello. A Qui rivela i segreti di una famiglia fuori moda: “Da bambina, con un solo fratello molto più grande, se avessi dovuto rappresentare il mio sogno avrei dipinto un prato fiorito in cui cantavo con tanti bambini. Ecco, tutto è diventato realtà”. Al tempo delle unioni civili, rispetta ogni scelta e sul suo conto non ha dubbi: “Una famiglia così numerosa si fa in due ed entrambi i genitori devono lavorare molto. Spese? Molte le creiamo senza senso, i ragazzi devono crescere felici ma cercando l’eliminazione del superfluo. A casa nostra, comunque, c’è sempre stato posto anche per chi è più sfortunato”. Dopo il primo matrimonio con due figli, la separazione e l’incontro con Andrea Visconti anche lui innamorato della musica, pianista e insegnante: “Sono arrivati altri 8 frugoletti. Tuttavia da governi e Chiesa abbiamo notato sempre e solo parole. Mai politiche vere per supportare chi crede in questa istituzione”. La corista del Carlo Felice sottolinea che felicità significhi anche sacrificio e aspetta la pensione lontana 4 anni. Nuova sfida, nonna? “Non dipende più da noi”. Alle giovani madri consiglia un’istruzione senza troppi fronzoli: “I nostri primi figli erano viziati”. Annarita Cecchini in mezzo a 10 figli ha trovato pure il tempo di diventare assessore e candidata sindaco di Savignone dove oggi è consigliere d’opposizione: “Resto donna di destra anche se disillusa. Salvo la Meloni e qualche grillino non troppo estremista”. Il suo sindaco? “Avremmo anche punti in comune. Purtroppo, non mi fido più di Bigotti”. Ma la voglia di fare il sindaco resta? “No, mi ero candidata solo per garantire un’alternativa”. Cecchini, la scorsa estate sostenne che l’elezione a sindaco di Vobbia dell’ex presidente dell’Unione Simone Franceschi risultava non regolare poiché avrebbe dovuto dimettersi dalla precedente carica di primo cittadino ronchese. Questo rallentò pesantemente l’ente. Pentita? “Orgogliosa. L’Unione serve, l’arroganza del Pd no. Purtroppo la pratica è rimasta bloccata al Ministero”.
San Cipriano, il park dei funamboli
articolo di redazione, postato il 31 Agosto 2016
“C’è lo spazio dedicato al dirt jump, ma anche la zona del biketrial ossia la bici senza sella”. Insomma, una sintesi per rendere l’idea di uno sport non proprio adatto agli appassionati della poltrona. È la cronaca di una storia iniziata oltre un lustro fa e che trova prosecuzione oggi con maggiore determinazione grazie a 6 ragazzi attivi sulle alture di Serra Riccò. Assieme hanno fondato l’Associazione Sportiva Valsecca Bike. Obiettivo, spalancare le porte di uno spazio avuto in concessione dal Comune in via Caffaro a San Cipriano. “Lavoriamo in spirito di volontariato per grandi eventi, ma anche e soprattutto perché il park conosciuto come la collina del Poggio sia apprezzato dai ragazzini del posto” spiegano i giovani soci con un’età media di 23 anni. Presidente è Luca Guglielmucci, vice Lorenzo Grasso. Insieme a loro ci sono Riccardo Callegari, Stefano Cereseto, Andrea Gamenara e Stefano Grasso. Unica ambizione: “Rendere San Cipriano una vera attrazione non solo locale. I progetti sono molti e tra questi spicca la valutazione per illuminare l’area in modo artificiale. Una crescita che passa da una collaborazione con l’amministrazione comunale proprietaria del giardino” ripetono i sei amici. Riportare la nazionale di ciclismo acrobatico a svolgere stage in questa cornice rappresenta un altro obiettivo. Non meno, incuriosire i giovanissimi. “Tariffe popolari con accesso giornaliero a 5 euro e abbonamento annuale a 45 o 20 euro per i più piccoli con chiavi in mano dei cancelli che consentono un accesso in qualsiasi momento. Desiderio successivo, la creazione di veri e propri corsi”. Percorsi a gobbe, rampe in legno e appositi itinerari per sfidare l’equilibrio segnano il menu: “Viene qui anche chi vuole migliorare semplicemente la conduzione della propria mountain bike. Determinati esercizi sono ideali per aumentare sicurezza e tecnica nei sentieri. Giusto per intendersi, non è soltanto una questione di pazzia”.
Ultimo aggiornamento in data 31 Agosto 2016
Il logo di Qui e non solo e la stampa del giornale sono a cura di Ditta Giuseppe Lang Arti Grafiche s.r.l.
© 2008-2011. Qui e non solo dintorni è diretto da Gilberto Volpara | Tutti i diritti riservati | PI 01552390997